lunedì 22 settembre 2014

Il Vangelo del Martedì 23 Settembre 2014

Dal Vangelo secondo Luca (8,19-21) anno A.
In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i
suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a
causa della folla.
Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli
stanno fuori e desiderano vederti».
Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono
questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la
mettono in pratica».
Parola del Signore.
Vi sono diversi tipi di legami e differenti modelli
di parentela.
A quella più immediata e naturale basata sui legami
del sangue e della famiglia, si affiancano quelli non
meno forti dello spirito.
In particolare, quello che stava a cuore a Gesù non
era tanto il denigrare la sua famiglia di origine, quanto
quella di annunciare che Egli era venuto a fondare
una nuova famiglia fondata su legami ben più profondi
fondata sull’ascolto della sua parola.
Questa famiglia di cui anche noi facciamo parte è la Chiesa.
In essa, si scopre di avere tanti fratelli e sorelle, tante
madri e padri che non si sostituiscono ai nostri genitori,
ma ci ricordano che ogni volta che mettiamo in pratica
la parola di Gesù siamo con Lui in un rapporto di
particolare comunione.
Ed allora cerchiamo di attivare questo rapporto di parentela,
senza fare distinzioni, non sarà tanto facile, ed allora
aiutiamoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo
così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i
nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei secoli
dei secoli. Amen.
Buona giornata.



domenica 21 settembre 2014

Il Vangelo del Lunedì 22 Settembre 2014

Dal Vangelo secondo Luca  (8,16-18) anno A.
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Nessuno
accende una lampada e la copre con un vaso o la
mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro,
perché chi entra veda la luce.
Non c'è nulla di segreto che non sia manifestato,
nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga
in piena luce.
Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché
a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto
anche ciò che crede di avere».
Parola del Signore.
Il Signore non è venuto a portare una dottrina
segreta o riservata a pochi.
Il messaggio evangelico portato da Gesù è come
lampada che risplende ed illumina il mondo intero.
Questa luce avvolge tutto di noi; il nostro cuore,
il nostro comportamento.
Non è possibile nascondere la luce del Vangelo,
perché essa, con i suoi raggi benefici, rischiara
le tenebre del mondo.
Eppure, qualcosa che può fermarla c’è davvero;
è la nostra contro testimonianza.
Essa è come un fumo che offusca anche la luce
più limpida e brillante.
Dunque, oggi Gesù ci invita a fare attenzione alla
qualità del nostro ascolto; se davvero ascoltiamo
ed obbediamo con tutto noi stessi a Lui, saremo
come un cristallo limpido, attraverso il quale
Dio potrà far giungere la luce del suo amore.
Sempre di amore parla il Signore, ma se i vetri
dei nostri occhi sono sporchi purtroppo non
riusciamo a vederlo, così facendo perdiamo l’attimo,
attenzione allora, puliamo per bene le nostre lenti
per vede l’amore che arriva, se facciamo fatica
aiutiamoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo
così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i
nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei secoli

dei secoli. Amen.
Buona giornata.

sabato 20 settembre 2014

25° Domenica del Tempo Ordinario

Il Vangelo della 25° Domenica del tempo
ordinario 21 Settembre 2014 
Dal Vangelo secondo Matteo (20,1-16) anno A.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli
questa parabola: "Il regno dei cieli è simile a
un padrone di casa che uscì all'alba per prendere
a giornata lavoratori per la sua vigna.
Si accordò con loro per un denaro al giorno e
li mandò nella sua vigna.
Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide
altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse
loro: "Andate anche voi nella vigna; quello che
è giusto ve lo darò".
Ed essi andarono.
Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre,
e fece altrettanto.
Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se
ne stavano lì e disse loro: "Perché ve ne state qui
tutto il giorno senza far niente?".
Gli risposero: "Perché nessuno ci ha presi a giornata".
Ed egli disse loro: "Andate anche voi nella vigna".
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo
fattore: "Chiama i lavoratori e da' loro la paga,
incominciando dagli ultimi fino ai primi".
Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero
ciascuno un denaro.
Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero
ricevuto di più.
Ma anch'essi ricevettero ciascuno un denaro.
Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone
dicendo: "Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto
e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il
peso della giornata e il caldo".
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro,
disse: "Amico, io non ti faccio torto.
Non hai forse concordato con me per un denaro?
Prendi il tuo e vattene.
Ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te:
non posso fare delle mie cose quello che voglio?
Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?".
Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi".
Parola del Signore.
Obbiettivamente, il comportamento del padrone
di casa non è molto logico, soprattutto per noi che
siamo abituati a pensare alla retribuzione come ad
un fatto legato a schemi ben precisi.
Ma evidentemente il modello economico a cui Gesù
fa riferimento serve per far capire ai suoi ascoltatori
una verità più profonda.
L’invidia di cui parla Gesù ha a che fare con una
mancanza di purezza interiore, tanto da impedire
agli altri operai di vedere la bontà del padrone.
Dunque, la magnanimità di Dio crea scandalo proprio
in coloro che hanno un modo di pensare e di vivere
lontano dal suo amore.
Siamo degli operai della prima ora, oppure dell’ultima?
In ogni caso ricordiamoci che il suo amore per noi
va al di là di ogni criterio umano.
In effetti sarebbe logico, che chi ha lavorato di più
dovrebbe percepire di più, o no.
No, per il Signore non è così, lui vuole condividere il
suo amore con tutti noi in parti uguali, hai ragione
Signore, siamo noi che facciamo distinzione, siamo
degli ipocriti, perciò cambiamo registro se vogliamo
guadagnarci il paradiso, cominciamo allora con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo
così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i
nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei secoli
dei secoli. Amen.
Buona giornata.


venerdì 19 settembre 2014

Il Vangelo del Sabato 20 Settembre 2014

Dal Vangelo secondo Luca (8,4-15) anno A.
In quel tempo, poiché una grande folla si radunava
e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse
con una parabola: «Il seminatore uscì a
seminare il suo seme.
Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada
e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono.
Un'altra parte cadde sulla pietra e, appena
germogliata, seccò per mancanza di umidità.
Un'altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi,
cresciuti insieme con essa, la soffocarono.
Un'altra parte cadde sul terreno buono, germogliò
e fruttò cento volte tanto». Detto questo,
esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
I suoi discepoli lo interrogavano sul significato
della parabola.
Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri
del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole,
affinché vedendo non vedano e ascoltando
non comprendano.
Il significato della parabola è questo: il seme
è la parola di Dio.
I semi caduti lungo la strada sono coloro che
l'hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta
via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga
che, credendo, siano salvati.
Quelli sulla pietra sono coloro che, quando
ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non
hanno radici; credono per un certo tempo,
ma nel tempo della prova vengono meno.
Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che,
dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano
soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri
della vita e non giungono a maturazione.
Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo
aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono,
la custodiscono e producono frutto con perseveranza.
Parola del Signore.
Noi che terra siamo?
La domanda è logica, perché Gesù raccontava
questa parabola con un’intenzione ben precisa.
Egli voleva far capire a coloro che lo seguivano in
maniera entusiastica che non basta ascoltarlo e
lasciasi prendere dall’euforia di un momento.
La parola di Gesù, che possiede una potenza interiore
divina, non può germogliare e portare frutto in cuori
che soffocano con le preoccupazioni o lasciano
seccare il piccolo arbusto con l’indifferenza.
Allora, che terra pensiamo di essere?
Eppure, non dobbiamo avere paura della nostra
povertà; se noi lo vogliamo, Gesù stesso verrà ad
arare il nostro cuore, in modo che noi possiamo
essere terreno fertile e portare frutto come Lui vuole.
Offriamo a Lui la nostra completa disponibilità,
e vedremo cose straordinarie attorno a noi.
Certo che non dobbiamo aver paura o vergogna di
far vede che seguiamo la Parola di Dio, anzi, dobbiamo
masticarla per bene perché non sia indigesta e
non si secchi, perciò aiutiamoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo
così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i
nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei secoli
dei secoli. Amen.
Buona giornata.



giovedì 18 settembre 2014

Il Vangelo del Venerdì 19 Settembre 2014

Dal Vangelo secondo Luca (8,1-3) anno A.
In quel tempo, Gesù se ne andava per città e
villaggi, predicando e annunciando la buona
notizia del regno di Dio.
C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano
state guarite da spiriti cattivi e da infermità:
Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano
usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza,
amministratore di Erode; Susanna e molte altre,
che li servivano con i loro beni.
Parola del Signore.
Questo sommario, cioè brano di raccordo tra
una narrazione ed un’altra descritta dall’evangelista
Luca può sembrare apparentemente casuale;
in realtà non è così.
Dobbiamo ricordare che al tempo di Gesù, per
un maestro era impensabile avere, tra i suoi
discepoli, delle donne, esse, infatti, non erano
considerate destinatarie di alcun messaggio
da parte di Dio.
Eppure, Gesù non si cura di questa regola; nella
sua comunità non importa appartenere ad una
categoria piuttosto che ad un’altra.
Quello che conta davvero, è ascoltare la sua
parola e metterla in pratica.
Nessuno deve sentirsi escluso o messo da parte
nella comunità di Gesù, in quanto tutti sono in
grado di ascoltare ed obbedire al suo messaggio;
ciò fa la differenza.
Siamo tutti uguali agli occhi di Dio, l’importante
è essere onesti gli uni con gli altri, ma più
importante ancora è amare senza distinzioni,
perciò, ringraziamo Gesù con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo
così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i
nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei secoli
dei secoli. Amen.
Buona giornata.



mercoledì 17 settembre 2014

Il Vangelo del Giovedì 18 Settembre 2014

Dal Vangelo secondo Luca (7,36-50) anno A.
In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a
mangiare da lui.
Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola.
Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città,
saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò
un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi
di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime,
poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li
cospargeva di profumo.
Vedendo questo, il fariseo che l'aveva invitato disse
tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è,
e di quale genere è la donna che lo tocca:
è una peccatrice!».
Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa».
Ed egli rispose: «Di' pure, maestro». «Un creditore
aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari,
l'altro cinquanta.
Non avendo essi di che restituire, condonò il debito
a tutti e due.
Chi di loro dunque lo amerà di più?».
Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha
condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».
E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi
questa donna?
Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l'acqua
per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le
lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli.
Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando
sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi.
Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi
ha cosparso i piedi di profumo.
Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti
peccati, perché ha molto amato. Invece colui al
quale si perdona poco, ama poco».
Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati».
Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi
è costui che perdona anche i peccati?».
Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha
salvata; va' in pace!».
Parola del Signore.
In questo Vangelo ci sono persone che hanno molto
da imparare ed altre che hanno molto da insegnare.
Il bello è che l’apparenza inganna moltissimo, per cui
quello che, in teoria, avrebbe da insegnare su Dio,
in realtà, ha capito ben poco di Lui; viceversa, una
donna disprezzabile e peccatrice ha capito il segreto
del cuore di Dio e Gesù non ha paura di indicare in
lei un’autentica discepola.
Il fariseo è rimasto legato ad un’immagine di
religiosità che si ferma su particolari assolutamente
trascurabili, mentre non entra nel cuore di
un’autentico rapporto con Dio.
La donna, invece, ha capito che non è importante
quanto si è peccato nella vita, quanto l’amore con
cui si è disposti a riparare per ricominciare
da capo con Lui.
Sembra che quella peccatrice sia Maria di Magdala;
cioè la Maddalena, lei era la peccatrice, che però
il suo amore l’ha portata a condividere il dolore
con Maria la Madre di Gesù, sotto alla croce.
Ecco vedete, possiamo essere dei pii cristiani,
sempre Chiesa e canonica, ma poi se siamo senza
amore allora non abbiamo fatto niente di buono
e veniamo sorpassati, magari propri da chi viene
considerato da noi peccatore, che smacco.
Ed allora, facciamo come la peccatrice e per
riuscirci meglio, preghiamo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo
così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i
nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei secoli
dei secoli. Amen.
Buona giornata.
  



Il Vangelo del Mercoledì 17 Settembre 2014


Dal Vangelo secondo Luca (7,31-35) anno A.
In quel tempo, il Signore disse: "A chi posso paragonare
la gente di questa generazione? A chi è simile?
È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano
gli uni agli altri così: "Vi abbiamo suonato il flauto
e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento
e non avete pianto!".
È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia
pane e non beve vino, e voi dite: "È indemoniato".
È venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve,
e voi dite: "Ecco un mangione e un beone, un amico
di pubblicani e di peccatori!".
Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da
tutti i suoi figli".
Parola del Signore.
Che l’uomo non sia mai contento non è una novità;
il problema è che molte volte nemmeno Dio riesce a
farci contenti e a metterci d’accordo.
Per questo motivo, di fronte a persone come
Giovanni Battista i Giudei hanno da ridire in quanto
penitente; hanno da ridire anche di Gesù perché
mangia e fa festa con i peccatori.
Eppure, tracce di questo spirito incontentabile molte
volte le manifestiamo anche noi.
Quando ci relazioniamo con Dio lasciamo che sia Lui
a decidere ciò che veramente ci serve, senza pretendere
di fargli da consiglieri.
Egli sa svolgere bene il suo compito anche se non gli
diamo suggerimenti.
Chiediamogli un cuore docile, capace di accogliere la sua
rivelazione sotto qualunque forma essa si manifesti a noi.
Certo, come no, devo dirgli quello che mi serve, o no,
naturale, senti Dio mi serve la guarigione di mio padre,
l’operazione di mia sorella, ci sarebbe anche il mio amico,
e visto che ci siamo, se si potesse vincere anche la lotteria
sarei a posto, tanto a te non costa niente?
No amici, non è proprio così, Lui sa cosa serve a tutti noi,
e quello che ci concede è sicuramente per il nostro bene,
perché vede più lontano di noi, ed allora cominciamo a
fidarci ed affidarci a Lui attraverso la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo
così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i
nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei secoli
dei secoli. Amen.
Buona giornata.