domenica 7 settembre 2014

Il Vangelo del Lunedì 8 Settembre 2014

Dal Vangelo secondo Matteo (1,1-16.18-23) anno A.
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio
di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò
Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli,
Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò
Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadab,
Aminadab generò Naasson, Naasson generò Salmon,
Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da
Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.
Davide generò Salomone da quella che era stata la
moglie di Uria, Salomone generò Roboamo, Roboamo
generò Abia, Abia generò Asaf, Asaf generò Giosafat,
Giosafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, Ozia
generò Ioatam, Ioatam generò Acaz, Acaz generò
Ezechia, Ezechia generò Manasse, Manasse generò
Amos, Amos generò Giosia, Giosia generò Ieconia
e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò
Salatiel, Salatiel generò Zorobabele, Zorobabele
generò Abiud, Abiud generò Eliacim, Eliacim generò
Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim
generò Eliud, Eliud generò Eleazar, Eleazar generò
Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò
Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù
chiamato Cristo.
[Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria,
essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che
andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera
dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era
uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente,
pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco,
gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse:
«Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere
con te Maria, tua sposa.
Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo
Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo
chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo
dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò
che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa
Dio con noi]
Parola del Signore.
Maria e Giuseppe si trovavano coinvolti in un progetto
che li trasforma completamente e che è molto al di là della
loro capacità di comprensione; eppure essi, ognuno a suo
modo, percepisce che la soluzione non sta nel capire,
ma nell’accettare un piano di salvezza nel quale ciascuno
di loro ha un ruolo importantissimo.
Nelle cose di Dio non è importante capire tutto e subito;
l’essenziale, invece, è dire di sì immediatamente, perché
Dio possa svolgere il suo progetto anche attraverso
le nostre vite.
Per questo Maria è nata, e per questo è venuto al mondo
ciascuno di noi; Dio ha bisogno della nostra collaborazione
per far sì che Gesù possa ancora tornare a camminare
sulla terra e a portare salvezza a tutti coloro che
attendono la sua visita.
Che dire amici, è assurdo che Dio abbia bisogno di noi,
e noi invece dormiamo o ci facciamo le paranoie per non
prenderci le nostre responsabilità, cerchiamo di essere
persone responsabili e come Maria pronunciamo il
nostro sì a Dio, perché Dio ha fretta di salvare tutti
gli esseri umani e lo vuole fare attraverso il nostro aiuto,
però ora aiutiamoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come
noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata.


sabato 6 settembre 2014

Domenica 7 Settembre 2014

Il Vangelo della 23° Domenica del Tempo Ordinario. 
Dal Vangelo secondo Matteo (18,15-20) anno A.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Se il
tuo fratello commetterà una colpa contro di te,
va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà,
avrai guadagnato il tuo fratello; se non ti ascolterà,
prendi ancora con te una o due persone, perché
ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni.
Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità;
e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te
come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla
terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete
sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra
si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa,
il Padre mio che è nei cieli gliela concederà.
Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome,
lì sono io in mezzo a loro".
Parola del Signore.
Una delle difficoltà più grosse che prima o poi
incontriamo sulla nostra strada è quella del perdono.
Certe ferite, certi dolori e certi risentimenti che
abbiamo fatto o ricevuto ci sembrano troppo grandi
per poter essere dimenticati.
Eppure, Gesù vuole che noi capiamo una cosa; il
perdono ha un potere talmente grande che la sua
influenza raggiunge anche il cielo, e Dio stesso si
ferma di fronte alla libertà che abbiamo di perdonare
oppure di rifiutare tale gesto.
Legare e sciogliere, aprire il cuore o chiuderlo;
è questa la prerogativa più importante per far sì
che Gesù stesso sia in mezzo alla sua Chiesa.
Dobbiamo ancora imparare a sciogliere tanti lacci
che abbiamo annodati con tutti i perdoni che non
abbiamo ancora dato e che non abbiamo ancora chiesto.
Il Signore ci vuole veramente liberi da tutti i lacci che
ci legano, perciò perdoniamo per essere persone
slegate e libere, non è facile, ci riusciremo pregando.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come
noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata.

venerdì 5 settembre 2014

Il Vangelo del Sabato 6 Settembre 2014

Dal Vangelo secondo Luca (6,1-5) anno A.
Un sabato Gesù passava fra campi di grano e
i suoi discepoli coglievano e mangiavano le
spighe, sfregandole con le mani.
Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno
di sabato quello che non è lecito?».
Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che
fece Davide, quando lui e i suoi compagni
ebbero fame?
Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell'offerta,
ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene
non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».
E diceva loro: «Il Figlio dell'uomo è signore del sabato».
Parola del Signore.
Essere padroni del sabato, per Gesù, non significa
sovvertire le regole della legge mosaica, che Lui
stesso rispetterà ed indicherà come santa.
Piuttosto quello che interessa a Gesù è far capire
che Egli è venuto per riportare questa legge al suo
primitivo significato; al centro di tutto vi è l’uomo
inteso come creatura di Dio che da Lui riceve tutto
e che si dona totalmente a Lui con amore riconoscente.
Ma questo, ormai, i farisei non riuscivano più a capirlo,
incastrati com’erano in una legge opprimente e asfittica
che ormai viveva solo di autoconservazione sterile e vuota.
Gesù vuole che noi impariamo ad amare i precetti
della Sacra Scrittura, lasciandoci guidare da essi
verso la libertà interiore, e non verso la schiavitù
ed il bigottismo ottuso.
Lasciamoci guida dalla Parola del Signore, senza
fanatismo, e vivremo nella gioia dell’incontro con
Cristo, perciò, aiutiamoci con la preghiera.
 Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come
noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata.



giovedì 4 settembre 2014

Il Vangelo del Venerdì 5 Settembre 2014

Dal Vangelo secondo Luca (5,33-39) anno A.
In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù:
«I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno
preghiere; così pure i discepoli dei farisei;
i tuoi invece mangiano e bevono!».
Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli
invitati a nozze quando lo sposo è con loro?
Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto:
allora in quei giorni digiuneranno».
Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa
un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito
vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio
non si adatta il pezzo preso dal nuovo.
E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti
il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli
otri andranno perduti.
Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi.
Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera
il nuovo, perché dice: "Il vecchio è gradevole!"».
Parola del Signore.
Accogliere una novità nella propria vita non è
poi così facile come si possa pensare; fare ciò,
vuol dire doversi adattare, essere costretti a
cambiare, aprirsi all’imprevisto, in vista di un
miglioramento e di una maturazione.
Questo ai farisei risultava estremamente difficile,
in quanto la loro stessa esistenza come gruppo
religioso, si fondava su una rigida conservazione
di precetti e di regole.
Gesù usa con loro l’immagine della festa di nozze,
che era molto conosciuta sin dall’Antico Testamento,
e spiegava il rapporto che intercorre tra
Dio e il suo popolo.
La nostra vita cristiana o vive della novità gioiosa
di una festa di nozze, oppure è un funerale, fatto
di sterile conservazione di regole e precetti che
servono a mettere a posto la coscienza.
Perciò, per non essere solo dei cristiani ingessati,
dobbiamo schierarci apertamente alla novità del
Dio di Gesù, non a quello nostro di comodo,
si può fare se vogliamo e saremo nella gioia,
perciò cominciamo con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come
noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata.


mercoledì 3 settembre 2014

Il Vangelo del Giovedì 4 Settembre 2014

Dal Vangelo secondo Luca (5,1-11) anno A.
In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno
per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso
il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate
alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti.
Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di
scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava
alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi
il largo e gettate le vostre reti per la pesca».
Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta
la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua
parola getterò le reti».
Fecero così e presero una quantità enorme di pesci
e le loro reti quasi si rompevano.
Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca,
che venissero ad aiutarli.
Essi vennero e riempirono tutte e due le barche
fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia
di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me,
perché sono un peccatore».
Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli
che erano con lui, per la pesca che avevano fatto;
così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo,
che erano soci di Simone.
Gesù disse a Simone: «Non temere; d'ora in poi
sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
Parola del Signore.
È duro dover ascoltare il consiglio di uno che
apparentemente non conosce nulla del nostro
mestiere e che pretende di darci lezioni.
Eppure, Pietro capisce che dietro a quell’invito c’è
un significato più profondo.
Quella pesca miracolosa è solo il segno di un altro
tipo di pesca che di lì a poco inizierà a fare nel nome
di Gesù; non più pesci, ma uomini per il regno dei cieli.
Ma prima di questo, Pietro deve riconoscere la sua
totale inefficienza di fronte alla santità di Dio che
si manifesta in Gesù; solo allora Dio potrà utilizzarlo
per la sua gloria.
Riconosciamoci umili e poveri, dopodiché lasciamoci
guidare da Dio e dalla sua grazia.
Osserveremo con sorpresa che ciò che non saremo
mai riusciti a fare da soli, con la sua grazia diverrà
possibile e vero come la pesca del nostro amico Pietro.
Fidiamoci amici ad occhi chiusi, siamo in buone mani,
il Signore ci guiderà sempre, ed allora per restare
uniti a Lui, preghiamo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come
noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata.
 


martedì 2 settembre 2014

Il Vangelo del Mercoledì 3 Settembre 2014

Dal Vangelo secondo Luca (4,38-44) anno A.
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagòga, entrò
nella casa di Simone.
La suocera di Simone era in preda a una grande
febbre e lo pregarono per lei.
Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò.
E subito si alzò in piedi e li serviva.
Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi
affetti da varie malattie li condussero a lui.
Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva.
Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei
il Figlio di Dio!».
Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare,
perché sapevano che era lui il Cristo.
Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto.
Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono
di trattenerlo perché non se ne andasse via.
Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la
buona notizia del regno di Dio anche alle altre città;
per questo sono stato mandato».
E andava predicando nelle sinagòghe della Giudea.
Parola del Signore.
Abbiamo notato come il Maestro organizzava la sua giornata?
Al mattino presto, Egli si recava a pregare, mentre la
sera si dedicava all’apostolato, cioè alla predicazione
ed al ministero della guarigione.
Egli sa che la gente ha bisogno di Lui per essere guarita
e consolata, ma non per questo trascura il suo rapporto
d’intimità con il Padre, vera fonte di guarigione e di perdono.
Forse anche noi abbiamo da imparare da Gesù; per
quanto possiamo donarci ai fratelli cercando di alleviare
le loro sofferenze e dolori, non possiamo trascurare il
nostro rapporto di comunione profonda con il Signore.
Il rischio è quello  di dare agli altri noi stessi, mentre i
nostri fratelli non hanno bisogno di noi, ma di Dio.
Cerchiamo di riempirci di Lui, per donarlo agli altri.
È vero amici, è un rischio concreto, a volte siamo troppo
presi dei problemi dei fratelli, che corriamo veramente
il rischio di lasciare in disparte il Signore.
Impariamo da Gesù, distribuiamo la nostra giornata
in parti uguali, per non trovarci in difficoltà,
perciò iniziamo già da adesso e preghiamo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come
noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata.

  

lunedì 1 settembre 2014

Il Vangelo del Martedì 2 Settembre 2014

Dal Vangelo secondo Luca (4,31-37) anno A.
In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della
Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente.
Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua
parola aveva autorità.
Nella sinagoga c'era un uomo che era posseduto
da un demonio impuro; cominciò a gridare forte:
«Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno?
Sei venuto a rovinarci?
Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!».
E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e
uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da timore e si dicevano l'un l'altro:
«Che parola è mai questa, che comanda con autorità
e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?».
E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della
regione circostante.
Parola del Signore.
L’autorità con la quale parla Gesù è del tutto particolare,
e lo dimostra il fatto che Egli sia in grado di comandare
persino ai demòni.
In cosa consiste questa particolarità?
Essa non è come quella dei farisei, che fondavano la
loro presunta autorità sulla loro conoscenza delle
Scritture e sulla loro interpretazione.
Piuttosto, Gesù ha un’autorità che gli viene direttamente
da Dio, suo Padre.
Come Egli avrà modo di dire in altri contesti, è proprio
il Padre a dargli potere di giudicare e di liberare; anche
oggi Gesù vuole usare la sua potenza perché noi
possiamo godere della salvezza di Dio, liberandoci
da tutti i nostri mali e le nostre catene.
L’unica cosa che ci chiede è la fiducia e la perseveranza,
perché in esse possiamo vedere l’azione di Dio.
Ecco amici, non dobbiamo mai avere paura, il Cristo
sulla Croce ci ha liberato dalle catene, mica uno scherzo,
cosa ci chiede in cambio?
Due cose soltanto; fiducia e perseveranza,
grazie Signore e per questo ti preghiamo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come
noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata.