domenica 7 aprile 2013

Il Vangelo del Lunedì 8 Aprile 2013


Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38) anno C.
Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea,
chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa
di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».
A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.
L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide
suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo».
Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la
potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.
Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio
e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello
che hai detto». E l'angelo partì da lei.
Parola del Signore.
Il mistero della divina maternità di Maria è oggetto di un dogma, che fu
solennemente proclamato nella Chiesa universale nel 431 d.C, ad Efeso.
Con questo solenne pronunciamento, gli antichi padri affermavano come dottrina di
fede per tutti che Maria Vergine è madre di Dio, cioè di Gesù Cristo,
vero Dio e vero uomo.
Questa figura di Maria, così solenne e circonfusa di luce, sembra contrastare
con l’immagine che ci viene offerta nel Vangelo di oggi.
Essa è presentata come una giovane fanciulla alle prese con una gravidanza miracolosa;
eppure Maria è sempre la Vergine che ascolta e che medita nel suo cuore.
Dunque, non dobbiamo aver paura di accostarci ad una madre così grande;
ascoltiamo la Parola di suo Figlio, ed anche noi saremo come Lei.
Si, la Parola ci illumina sempre, per questo da tanti anni la Madre Celeste ci
chiama in continuazione a suo Figlio Gesù, per poter essere riempiti di luce.
Allora, fidiamoci e affidiamoci, aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come
noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata.

sabato 6 aprile 2013

Il Vangelo della 2° Domenica di Pasqua


Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-31) anno C.
La sera di quello stesso giorno, il primo dopo della settimana, mentre erano
chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei,
venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».
Detto questo, mostrò loro le mani e il costato.
E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre
ha mandato me, anch'io mando voi».
Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo;
a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete,
resteranno non rimessi».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù.
Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!».
Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto
il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso.
Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».
Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano,
e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!».
Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!».
Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli
che pur non avendo visto crederanno!».
Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli,
ma non sono stati scritti in questo libro.
Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo,
il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
Parola del Signore.
Quanto tempo ci occorre per credere?
Quante manifestazioni del Signore ci sono necessarie per aprire il cuore alla gioia?
Quanti segni della sua bontà per riconoscerlo gioioso e risorto servono nella nostra vita?
Fatichiamo, questo è certo, lo sappiamo.
Come Tommaso, come Maria di Magdala, come i discepoli di Emmaus, come gli altri apostoli, 
sappiamo bene che credere nella presenza viva e vivificante del Signore è difficile.
Con curiosità, ogni anno, annotiamo la fatica di Tommaso che è anche la mia, e la nostra.
Il Signore è risorto, questa è la notizia.
Eppure, umilmente, dobbiamo riconoscere che non sempre sperimentiamo questa presenza.
Anzi, a leggere i racconti delle apparizioni di Gesù, sembra quasi che l’uomo sia più legato 
alla sofferenza che alla gioia; così i discepoli di Emmaus, passeggiando accanto a Gesù risorto, 
si macerano nel loro dolore per averlo visto crocifisso….!
Oggi vogliamo riflettere insieme a Tommaso su di un aspetto curioso; egli non crede alla 
testimonianza degli apostoli, così come i discepoli di Emmaus non danno retta alle donne 
che parlano di un’apparizione di angeli e gli stessi apostoli (anche Pietro!) sconsolati
tornano a pescare nella delusione e nello scoraggiamento.
Siamo chietti; come dar loro torto?
Come credere ai testimoni della risurrezione?
Come credere alla testimonianza della Chiesa?
M’immagino lo sguardo stupito di Tommaso che dice ai suoi amici: “Come;
voi mi raccontate questo? Tu Pietro, che lo hai rinnegato? Voi che siete fuggiti?
No; o lo vedo in faccia o non crederò!”.
Mi sembra di sentire parola per parola i mille ragionamenti che a volte mi fanno: “Se
incontro il Signore direttamente può andare, ma come si fa a credere alla Chiesa?
A quegli incoerenti di preti che ne combinano di cotte e di crude!”.
Il Signore sceglie di renderli testimoni e noi dubitiamo della sua reale
presenza arrampicandoci sugli specchi.
È così essenziale la coerenza?
È davvero il crinale che divide la fede il fatto di essere perfetti mentre la si annuncia?
Gesù è morto in nome della coerenza?
No, è morto per amore.
Che tragedia questo pregiudizio!
Ci impedisce di riconoscere il Signore!
La realtà è che il Signore ha scelto come testimoni del Risorto uomini
e donne pieni di contraddizioni e di incoerenza, ma autentici.
Se non ci piace questa cosa, gli chiederemo spiegazioni nel Regno, se apre la porta!
Gesù vuole raggiungerci attraverso la sua presenza qui e oggi rivelata nella comunità.
Ci fideremo dei fratelli?
Guarderemo alla Chiesa come alla testimone del risorto,
senza scandalizzarci per le sue fragilità?
Il nostro destino e la possibilità di vivere nella gioia si giocano qui; Tommaso imparerà
a caro prezzo una lezione straordinaria; Gesù gli chiede di avere fiducia nella
testimonianza della comunità, anzitutto, fiducia nella Parola che è giunta fino a noi oggi.
Chiedete questo ai cristiani; di essere testimoni autentici.
Chiediamoci si siamo testimoni del Risorto là dove viviamo.
Ma non scoraggiamoci se fatichiamo a carburare, se per noi è difficile credere;
Tommaso è il nostro patrono, il patrono di noi ritardatari!
Santa Domenica Fausto.  

venerdì 5 aprile 2013

Il Vangelo del Sabato 6 Aprile 2013


Dal Vangelo secondo Marco (16,9-15) anno C.
Risuscitato al mattino il primo giorno dopo il sabato, apparve prima a
Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni.
Questa andò ad annunziarlo ai suoi seguaci che erano in lutto e in pianto.
Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non vollero credere.
Dopo ciò, apparve a due di loro sotto altro aspetto, mentre
erano in cammino verso la campagna.
Anch'essi ritornarono ad annunziarlo agli altri; ma neanche a loro vollero credere.
Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità
e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato.
Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura.
Parola del Signore.
Quando Gesù si manifesta ai suoi discepoli Egli non lo fa tanto per risolvere i loro dubbi—che 
evidentemente ci sono ancora—o per biasimarli, anche se ne avrebbe tutto il diritto.
Il Signore ha un incarico specifico per ognuno di loro; essi devono andare
ed annunciare il Vangelo della vita e della risurrezione a tutte le creature.
Perciò non è più il tempo di stare rinchiusi a coltivare la propria fede—più o meno
grande—o a valutare se le testimonianze su di Lui siano vere o false; bisogna uscire.
La fuori c’è un mondo che aspetta una parola di speranza e di gioia.
Il Signore non ci rimprovera per le nostre debolezze o per i nostri fallimenti;
piuttosto anche a noi dà un mandato missionario, e ci chiede di uscire fuori
dal nostro guscio e di andare per le strade del mondo ad annunciare Lui.
Non ci sentiamo capaci?
Non preoccupiamoci; nemmeno gli apostoli lo erano,
eppure essi si sono fidati della Parola di Gesù.
Anche a me è capitata la stessa cosa degli apostoli, non mi sentivo capace o forse
è meglio dire non me ne fregava niente, poi una scintilla, ed ho cominciato,
poi ho capito quanto tempo ho perso, perciò bisogno fidarsi e pregare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come
noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata.


giovedì 4 aprile 2013

Il Vangelo del Venerdì 5 Aprile 2013


Dal Vangelo secondo Giovanni (21,1-14) anno C.
In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade.
E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo,
Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli.
Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare».
Gli dissero: «Veniamo anche noi con te».
Allora uscirono e salirono sulla barca; ma in quella notte non presero nulla.
Quando già era l'alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli
non si erano accorti che era Gesù.
Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No».
Allora disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete».
La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci.
Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «E' il Signore!».
Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi il camiciotto,
poiché era spogliato, e si gettò in mare.
Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci:
infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane.
Disse loro Gesù: «Portate un po' del pesce che avete preso or ora».
Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena
di centocinquantatrè grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò.
Gesù disse loro: «Venite a mangiare».
E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», poiché sapevano bene che era il Signore.
Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e così pure il pesce.
Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti.
Parola del Signore.
Gesù risorto si manifesta ai suoi apostoli in maniera molto familiare e cortese, ed essi lo riconoscono subito perché sanno, dai gesti e dalle parole pronunciate, che soltanto Gesù si comporta così con loro.
Egli prepara per loro da mangiare, riportando la loro mente all’ultima volta che avevano cenato assieme; certo, anche se erano passati pochi giorni, le cose erano davvero molto cambiate.
In quella cena l’amore infinito del Maestro era velato dall’ombra tenebrosa del tradimento
e della morte imminente; invece, qui il contesto è completamente diverso.
Eppure, il Signore vuole che essi ricordino il grande dono che Egli aveva fatto loro proprio
in quella cena; il suo corpo ed il suo sangue, donato per la salvezza di tutta l’umanità.
I segni che Dio compie nella nostra vita servono per riportarci a questa grande verità; nell’Eucaristia troviamo il segno più grande dell’amore che Dio ha nei nostri confronti.
Possiamo essere certi che Gesù in ogni Santa Messa, durante la consacrazione dell’Eucaristia,  
scende misticamente a rinnovare il suo gesto d’amore, perciò accostiamoci più spesso a quel banchetto 
d’amore per riceverlo nel nostro cuore, preparandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come
noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata.

mercoledì 3 aprile 2013

Il Vangelo del Giovedì 4 Aprile 2013


Dal Vangelo secondo Luca (24,35-48) anno C.
In quel tempo, i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus narravano ciò
che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve
in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».
Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma.
Ma egli disse: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore?
Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io!
Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho».
Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.
Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti,
disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?».
Gli offrirono una porzione di pesce arrostito;
egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che
si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi».
Allora aprì loro la mente all'intelligenza delle Scritture e disse:
«Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno
e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il
perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme.
Di questo voi siete testimoni.
Parola del Signore.
Il Signore vuole dimostrare agli apostoli la concretezza del suo corpo glorioso;
essi non sono davanti ad un fantasma, ma ad una persona viva e vegeta.
Ma quello che gl’interessa maggiormente è che essi capiscano il senso di tutto ciò che
è avvenuto nei giorni passati riguardo al mistero della sua sofferenza e della sua morte.
Tutto faceva parte di un piano di salvezza che era già scritto nell’Antico Testamento;
per questo, Gesù compie un miracolo ancora più grande della sua apparizione
in mezzo a loro, ed apre il loro cuore all’intelligenza delle Scritture.
Questo è davvero un grande prodigio, considerando la difficoltà che Egli aveva constatato 
precedentemente per far comprendere loro il senso profondo della sua missione.
Questo miracolo dobbiamo chiederlo anche noi; l’intelligenza spirituale
delle Scritture è davvero un grande dono, perché ci fa comprendere non
solo la storia di Gesù, ma anche la nostra stessa storia.
Cominciamo a masticare per bene il Vangelo, ne ricaveremo una grande forza interiore,
poi se ci si mette anche lo Spirito, allora potremo volare alto, cominciamo con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come
noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata.


martedì 2 aprile 2013

Il Vangelo del Mercoledì 3 Aprile 2013


Dal Vangelo secondo Luca (24,13-35) anno C.
Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un
villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus,
e conversavano di tutto quello che era accaduto.
Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò
e camminava con loro.
Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?».
Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: «Tu solo sei così
forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?».
Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno,
che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo;
come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per
farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso.
Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son
passati tre giorni da quando queste cose sono accadute.
Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro
e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una
visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo.
Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come
avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto».
Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti!
Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?».
E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano.
Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino».
Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro.
Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista.
Ed essi si dissero l'un l'altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre
conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?».
E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme,
dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro,
i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone».
Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano
riconosciuto nello spezzare il pane.
Parola del Signore.
La storia dei discepoli di Émmaus è simile alla nostra.
Passiamo la nostra vita a camminare con gli occhi bassi e pieni di lacrime,
pensando a quello che abbiamo perso e alle occasioni che non abbiamo saputo
cogliere, e non ci accorgiamo che il Divino Viandante ci cammina accanto..!
Egli non aspetta altro che noi alziamo i nostri occhi, per mostrarsi in tutta la
sua gloriosa bellezza; forse dovremmo mettere da parte i nostri rimpianti inutili
e sciocchi e seguire l’intuito che ci viene dalla fede e ci dice che Dio non è lontano,
anzi è così vicino a noi che ci accompagna nel nostro cammino di ogni giorno.
I discepoli di Émmaus chiesero a Gesù di fermarsi con loro; certo, la nostra non
è certamente la dimora migliore per Dio, considerando quante volte l’abbiamo
resa buia con la mancanza di fede e di amore per Lui.
Ma questo al Cristo risorto non importa; Egli si fermerà, e così farà vibrare il nostro
cuore di una luce e di una forza nuova.
Non rimaniamo incollati al sepolcro con le lacrime agli occhi, andiamo oltre,
Cristo è risorto e cammina accanto a noi, sta a noi riconoscerlo,
e se facciamo fatica, aiutiamoci con la preghiera.
 Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come
noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata.
  

lunedì 1 aprile 2013

Il Vangelo del Martedì 2 Aprile 2013


Dal Vangelo secondo Giovanni (20,11-18) anno C.
In quel tempo, Maria stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva.
Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti,
seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù.
Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?».
Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù.
Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?».
Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l'hai portato via tu,
dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo».
Gesù le disse: «Maria!».
Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro!
Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai
miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro».
Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e
anche ciò che le aveva detto.
Parola del Signore.
Le scelte di Dio, a volte sono davvero sorprendenti; Egli guarda al cuore delle
persone e non a ciò che dicono o che fanno esteriormente.
Gesù non sceglie gli apostoli per la sua prima apparizione ma una donna, e per giunta
Maria di Màgdala, la cui testimonianza poteva essere facilmente non creduta.
Eppure, Gesù ha voluto premiare l’amore di questa donna che lo ha seguito fin sotto la croce;
il Maestro sa come e quando ricompensare coloro che gli sono stati fedeli.
Allora Maria di Màgdala ci insegna a guardare all’essenziale, nel nostro rapporto con Gesù;
forse possiamo ingannare gli uomini con i nostri discorsi ed i nostri atteggiamenti pieni
di fede presunta, ma non possiamo ingannare Gesù; solo con il cambiamento sincero
della nostra vita diventeremo davvero testimoni della sua risurrezione,
ed avremo anche noi la possibilità di sentire la voce del Maestro, piena di amore
e di compassione, che pronuncia il nostro nome.
Lasciamoci trasformare dalla risurrezione di Cristo, per poter essere chiamati
per nome da Lui, aiutiamoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come
noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata.